Le Sirene (e il Tritone) della Chiesa Monumentale di San Gaudenzio in Baceno - Verbania - Verbano-Cusio-Ossola - PIEMONTE

Le sirene in prossimità dei capitelli sul portale principale della Chiesa Monumentale di San Gaudenzio sita in Baceno(VB), Verbano-Cusio-Ossola, PIEMONTE, forse a segnare antiche vene d'acqua che scorrono sotto le fondamenta, potenti correnti telluriche individuate dagli etruschi prima, dai Celti poi, abili rabdomanti...
La presenza di corsi d’acqua sotterranea, infatti, era rappresentata nei capitelli dei luoghi sacri rispettivamente dalle sirene e dai draghi. Non è difficile immaginare che le sirene siano connesse alla rabdomanzia, nonché l'abilità di cogliere le linee d'acqua insite nelle profondità del suolo, simili alle linee di energia chiamate leyline, utili anche a “informare l'acqua” di specifici messaggi e incanti. Tali linee sono tradizionalmente punti di potere elevatissimo, su cui, non a caso, i nostri antenati erigevano i loro templi – poi sottratti e fatti propri dalle confessioni religiose venute dopo – per ereditare dai loro predecessori una energia segreta e guaritrice. All'interno di queste linee vi scorre l'energia tellurica della Madre Terra, ma si dice che vi sia canalizzata anche l'armonia celeste, di cui, le sirene, sono riflesso, ovvero riflesso profondo delle stelle; punti energetici di incontro tra gli assi dell'universo che si trovano nella maggior parte delle cosmogonie delle origini – alberi cosmici – quanto nell'alchimia, da cui il famoso motto, attribuito ad Ermete Trismegisto (assimilabile a Toth), del “come sopra così sotto”, ovvero le sirene possono essere pensate come il rispecchiamento delle stelle nelle acque. La maggior parte degli edifici sacri della cristianità, sono stati costruiti per assorbire quella energia zampillante, attribuita al culto della Madonna ma che, in realtà, incarnerebbe la madre oscura e sotterranea delle origini, rappresentata da un serpente che scorre tra gli anfratti della terra. La “Wouivre” o “Woëvre” è lo specifico nome che questo serpente – e la sorgente guizzante – aveva tra i Galli. Ora chiamate correnti telluriche, possono essere punti di comunicazione tra faide di suoli di nature diverse, oppure provenire come “vene” dal profondo magma/cuore terrestre. Probabilmente nei territori delle Gallie, Cisalpina e Transalpina, i celti si radunavano in questi luoghi, e ci vivevano in prossimità per assorbire la benevolenza sprigionata dalla terra e assicurarsi buoni raccolti. Infatti tali faide sorgive venivano segnate con pietre particolari, i menhir – dal bretone men e hir “pietra lunga” – che avevano lo scopo di attrarre magneticamente a quelle vene le energie celesti, anche dette “correnti del drago”, per via della loro estrema potenza nell'incedere fra terra e cielo sull' axis mundi, che, come approfondito dagli studi passati sulla mitologia baltofinnica del mio portale di ricerca Strega in Rosa, era percorsa anche dagli sciamani artici nella loro tenda, che la risalivano come una scala per portare messaggi divini, ricevuti in connessione con tale asse, durante i loro riti, canti e pratiche. Tutt'oggi, in Europa, frequentemente nel Nord così come in Italia, sono proprio serpenti, uccelli, centauri, tritoni barbuti o sirene bicaudate (molte presentate in questo sito) – risalenti al medioevo romanico quanto agli etruschi – a svolgere su angoli, mura o capitelli, la funzione di quei menhir. Non è forse, la Sirena, come visto negli scorsi approfondimenti, la creatura che, per eccellenza, incarna l'armonia della doppiezza, nonché colei che ha in sé l'argento della “aqua mercurialis” e al contempo la scintilla d'oro delle stelle e del sole, che ogni elemento ha integrato e, pertanto, connette e al contempo trascende?.
Nota. Il Tritone
Il saluto alla Iside Stella Maris presentato dagli angeli, in prossimità del Tritone nell'ultima figura, testimonia ancora la connessione tra la Stella guida e le sirene, a cui nella maggior parte dei miti sono accostate.
Cenni sulla Chiesa Monumentale di San Gaudenzio in Baceno (VB)
I documenti che testimoniano l’esistenza di una primitiva cappella, ora presbiterio di quella nuova, risalgono ai primi anni del 1000. Il primo ampliamento avvenne fra il XII e il XIII secolo. Non essendovi spazio sufficiente, fu mutato l’orientamento, da Nord a Sud. Diffondendosi sempre più il cristianesimo fra le genti di Antigorio, si avvertì del resto la necessità di un nuovo ampliamento e di un abbellimento della chiesa con l’aggiunta delle attuali navate laterali. L’occasione fu data nel 1486 e verso la fine del XV secolo iniziarono i lavori per la costruzione delle navate laterali evidenziando così lo stile Gotico, e contemporaneamente ebbe inizio la stesura degli affreschi che furono completati solo nel 1542 con la crocifissione del Cristo. A partire dall’ultima decade del Cinquecento, in conseguenza delle nuove norme dettate dal Concilio di Trento (1545-1563) – lo stesso che flagellò la spontaneità della prima arte cristiana, vietando la iconografia delle Madonne del Latte – l’interno della chiesa fu soggetto a nuovi interventi tali da modificarne sensibilmente la struttura, col conseguente risultato che il Barocco venne ad aggiungersi al Romanico ed al Gotico.
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Testi collegati dell'autrice: Sul Sentiero delle Streghe di Croveo parte II. I Misteri della Chiesa Monumentale di Baceno (2024).
Sitografia di approfondimento
Diritti
Testo e fotografie di Claudia Simone. Tutti i Diritti Riservati.
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