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Sirena. Lo Studio Etimologico


La parola Sirena deriva dal tardo latino “sirena”, nonché dal greco “seiren”, plurale seirenes.
“Les Sirènese”, le Sirene. Il singolare tedesco “Sirene”, l'inglese “siren”, lo spagnolo “sirena”, il portoghese “sereia”.
Sono diverse le ipotesi formulate su quale sia la più autentica provenienza del termine o, per meglio dire, tutte le etimologie possibili, che sembrano in qualche modo “contaminarsi” fra loro. Affacciarsi alle Sirene, significa accettare una verità che sta nel mezzo – loro stesse sono creature di medianità e delicata incertezza. Tutte contengono altresì descrizioni del paesaggio visivo, acustico, naturale, umano in cui la sirena fa la sua comparsa (1).
Esichio di Alessandria menziona un tipo di gufo detto sirena (2 pp. 71-85):; in effetti, Sirena potrebbe anche derivare dal greco “syrizo”, che significa zufolare, fischiare, o dal sostantivo “seira”, che significa corda, laccio, il che non sembra casuale, poiché la sirena è anche colei che avvince, lega (1).
Robert Graves le chiama “coloro che prendono al laccio” (2 p. 482)
Kurt Latte, filologo tedesco, cita l'aggettivo “seirios”, che significa letteralmente “incandescente”, evocando probabilmente il meriggio.
Tale incandescenza evoca una citazione sita in Aurora Consurgens (pt.2, in “Artis auriferae”, vol.1, p.212) che recita “Ignis noster est Aqua”, “la nostra Acqua è Fuoco”, in riferimento agli elementi alchemici necessari alla forgiatura della famigerata pietra filosofale (interiore).
Nelle sirene si evince allorché una natura duale, una di fuoco – i greci le associavano al sole del mezzogiorno, ora in cui intonavano il loro canto – e una acquatica – abitatrici di isole, mari od aree lacustri.
Un incontro fra forze, “come sopra così sotto” (3) che vede, nella Sirena, la perfetta coninunctio oppositorum(4) cui alchimisti e occultisti hanno spesse volte anelato, per lo più fraintendendone l'enigma profondo…
L'etimologia più condivisa per la nostra amata Sirena sembra essere, a ogni modo, il radicale semitico “Sir”, nonché la parola “sirein”, che letteralmente si traduce con magico canto o incantamento (1).
“In-canto”, è in effetti il “canto che giunge dall'interno”, da una profondità insondata.
In Giambattista Vico, precisamente nella Scienza Nuova, si fa riferimento alle sirene in quanto “Sir”, citando pertinentemente la Ninfa Siringa di Ovidio e attribuendole la stessa provenienza, collegandole entrambe ai versi con cui comunicavano Siri e Assiri (1).

Testo tratto da Le Sirene, Miti e Rivelazioni Alchemiche dalle Origini

Bibliografia

(1) Atlante delle Sirene, Viaggio Sentimentale tra le creature che ci incantano da millenni; Agnese Grieco, Casa Editrice il Saggiatore, Milano 2017, pp.27 - 34
(2) La Dea Bianca, Robert Graves, Casa Editrice Gli Adelphi, 1992
(3) Corpus Hermeticum, a cura di Valeria Schiavone; Bur, Rizzoli, classici greci e latini, 2016
(4) Psicologia e Alchimia, Carl Gustav Jung, Case Editrice Bollati Boringhieri, Torino, 2017

Diritti

Testo di Claudia Simone. Tutti i diritti riservati.
Crediti fotografia: Pinterest di artista ignoto/a

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