La sirena Segesta e il tritone Tigullio. Ovvero dell'Isola di Sestri Levante che nacque dal corpo di una Sirena.
La sirene Segesta e il tritone Tigullio. Ovvero dei racconti popolari sulle origini di Sestri Levante - Genova - LIGURIA
La leggenda di Segesta e Tigullio è una tradizione popolare ligure, non databile a un tempo preciso e nemmeno attribuita a un autore specifico né storicamente documentata; si è sviluppata con tutta probabilità per tramandare in chiave mitologica l’origine della particolare conformazione geografica di Sestri Levante che, se osservata da un punto panoramico come visto nelle fotografie allegate, ricorda effettivamente la coda di una sirena con le due pinne che si sviluppano nelle due baie della cosiddetta “Città dei due Mari”. Era la “Insula Segestri” (1) – così è ricordata nei documenti di epoca medievale del XII secolo – un tempo chiamata “Segesta Tigulliorum” (1).
In effetti, siamo costellati da leggende simili, tramandate nel tempo che, attraverso le peripezie di divinità e creature marine, narrano la nascita e la conformazione di certe particolari terre, compresi i più bei borghi di mare, ma nel caso di Sestri Levante, ci sono “radici” storicamente riconosciute che, al di là delle favole di artisti e poeti che sono nati o hanno viaggiato tra la Baia del Silenzio e delle Favole, sembrano supporre che una landa sconosciuta e misteriosa, là esistesse davvero... I cenni riguardanti insediamenti umani sul territorio di Sestri Levante sono altresì reperibili fin dall’antichità classica: ricorrere ad essi, è utile per ricostruire verità parzialmente perdute. Tutto farebbe pensare che Segesta – dunque l’area del promontorio sul mare che si sarebbe formata dal corpo della sirena e delle sue sorelle – fosse un insediamento a mare del popolo dei “Tigulli”, una tribù ligure preromana stanziata tra il promontorio di Portofino e Sestri Levante, mentre l'area denominata “Tigullia” – ossia il corpo del tritone, allungato verso il mare per afferrare Segesta e trascinarla sulla terraferma – potrebbe essere stata situata più verso l’interno, ragione per cui ho voluto mantenere intatto, nella leggenda che ho scritto basandomi sulle principali reperite in rete, il motivo del tritone/fauno che abitava l’entroterra introdotto per la prima volta dal cantastorie e autore teatrale Mirko Revoyera, nel suo libro – a quanto ne so, l'unica testimonianza scritta su Segesta e Tigullio – dedicato al racconto, anche se la leggenda tradizionale e, per così dire, più accreditata dalla credenza locale, vuole che Tigullio fosse un tritone (2), dunque un abitante del mare. Tigullio era probabilmente rappresentata dall'insediamento di Tregoso, oggi Riva Trigoso (1), un villaggio che sorgeva a circa due miglia più a monte di Segesta, caratterizzato da notevoli resti romani. La Tigulia è “più dentro Sestri” (3) scrisse Plinio, come risulta da una traduzione del 1561, nel testo originale latino della Naturalis Historia; “Tigulia intus, et Segesta Tigulliorum” (4), il ché sembrerebbe indicare chiaramente la posizione dei due luoghi, dato che intus, attribuito alla Tigullia, in latino significa dentro, mentre una fra le ipotesi legate alle origini della parola Tigulliorum, in questo caso indicativa della posizione di Segesta, la farebbe risalire a radici celtiche rivelatorie di una ubicazione sulla sommità del Golfo, dunque sporta sul mare aperto...
La leggenda e altri approfondimenti da cui è tratto queste breve excursus, sono disponibili nel portale di ricerca Strega in Rosa: Segesta e Tigullio. Leggenda ligure sulla origine di Sestri Levante (2025)..
Testi collegati dell'autrice: Due Mari, due Mondi, due Me. Luna di Miele e Memorie Sireniche a Sestri Levante (2025).
Bibliografia e sitografia
(1) Baratta, Francesco & Lavaggi, Andrea, Da Segesta Tigulliorum a Sestri Levante, storia arte fede, Ed. Internòs, Genova 2009, pp. 11 - 49.
(2) Revoyera, Mirko, Segesta e Tigullio, Leggenda ligure sull'origine di Sestri Levante, collana Favole a Zonzo, progetto grafico di Moranelli, Angelica Elisa, Ed. Amazon Italia Logistica S.r.l., Torrazza Piemonte (TO), Italy.
(3) Plinio il Vecchio, Naturalis Historia, libro III, cap. V p. 68 tradotta per M. Lodovico Domenichi, Ed. Gabriel Giolito de' Ferrari, 1561, National Central Library of Rome. Cfr. La Patria, Geografia dell'Italia, compilata dal professore Gustavo Strafforello, VI, province di Genova e Porto Maurizio, Torino, Unione Tipografico - Editrice, 1892. Cfr. Dictionary of Greek and Roman Geography, illustrated by numerous engravings on wood. William Smith, LLD. London. Walton and Maberly, Upper Gower Street and Ivy Lane, Paternoster Row; John Murray, Albemarle Street, 1854.
(4) Pliny the Elder. Natural History. Vol. 2, translated by H. Rackham, Loeb Classical Library, Harvard University Press, 1938. Book III, ch. 48.
Diritti
Testo di Claudia Rosaspina Simone. Tutti i diritti riservati.
Crediti fotografie: dal web di artisti/e ignoti/e.
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