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La Sirenetta di Monza. Dettagli e Leggenda

La Fontana delle Rane - Monza(MB) - Piazza Roma - LOMBARDIA
















Nel cuore di Monza, in Piazza Roma, sorge una fontana incantata: la Fontana delle Rane, al cui centro svetta una giovane figura femminile che i monzesi affettuosamente chiamano la loro “Sirenetta”. Scolpita nel 1932 da Aurelio Mistruzzi, la statua gli valse una medaglia d’oro alla Biennale di Arti Decorative di Monza. Nonostante le critiche dell’epoca, che tentavano di censurare la nudità della scultura, la fanciulla resistette nel tempo.
La Sirenetta – con un caschetto irriverente e uno sguardo colmo di gaudio – solleva con grazia una rana da cui un tempo zampillava un sottile getto d’acqua. Ora, come molte sirene italiane, pare anch’essa “spenta”, ma simbolicamente viva, oltre che nell’anima... Ai suoi piedi, nel pavimento musivo, altre rane danzano nel mosaico tra pesci e vegetazione acquatica, mentre le rane scultoree attorno le offrono zampilli, in un gesto di unione con la natura. Sebbene non abbia né coda di pesce né ali, va ricordato che, al di là di studi etimologici e del contesto della ricerca, Sirena è qualsiasi voce sopita che parla all'anima, e ciò può avvenire anche nel clima urbano, laddove molte e molti non si aspetterebbero di incontrarla...

La Leggenda della Sirenetta di Monza
Rinarrata nella forma da Claudia Simone

Nel verde dei boschi di Monza, il giovane Dagoberto, nipote di Teodorico il Grande, conduceva il suo cavallo alla Roggia Pelucca. Un giorno, una rana verde gli saltò sul palmo e lo fissò, per poi sparire nell’acqua. Nelle notti seguenti, un coro di gracidii lo richiamò alla finestra: in un cerchio di rane, quella stessa rana si trasformò, sotto la luna, in una fanciulla dai capelli a caschetto. Gli sorrise e svanì, come una sirena silenziosa nel chiarore lunare.
Mesi dopo, durante una grave siccità, Dagoberto la trovò in fin di vita. La seppellì con cura sotto il cielo. Improvvisamente, un temporale colmò la roggia. Alla luce della luna, la giovane riemerse più splendente che mai: — Grazie per avermi salvata: io sono Amira, principessa delle rane. Ora devo tornare al mio regno.
Lo baciò, poi scomparve nelle acque, lasciandolo con il ricordo di un amore nato sotto la luna, fragile come il sogno che lo aveva generato.
La Sirenetta di Monza, con la sua posa acquatica e metamorfica, sembra evocare questo mito moderno, figlia di un intreccio della memoria tra fiabe europee e incanti locali.

Cenni storici e Radici narrative

Teodorico il Grande (455–526 ca.), re degli Ostrogoti, fu effettivamente uno dei sovrani più potenti del tardo Impero Romano. Governò l’Italia dal 493, mantenendo in equilibrio la cultura latina e quella gotica, favorendo l’arte, i ponti, i mosaici... I Goti, popolo germanico, avevano viaggiato dalle steppe danubiane fino a Roma, portando con sé miti e visioni che si fusero con l’eredità classica e che, a quanto pare, affluirono nella età moderna.

La favola della principessa‑rana di Monza, da ricercatrice mi urge dirlo, non è una leggenda storica né medievale, ma una narrazione poetica nata nel Novecento, con tutta probabilità ispirata alla fontana; risponde di una contaminatio urbana e non accertata in fonti scritte, ma potrebbe avere altresì radici lontane: nella fiaba dei Fratelli Grimm, Il Principe Ranocchio (1812) spiccano i medesimi motivi popolari germanici della trasformazione; nel Satyricon di Petronio (I sec. d.C.) appare un motto latino: qui fuit rana nunc est rex”, ovvero “chi fu rana ora è re”, forse rivelatorio di un immaginario antico e potente. In Russia, la fiaba della “Tsarevna Rana” – raccolta da Afanasyev, XIX sec. – narra di una donna-rana sposa di un principe, simbolo della nobiltà naturale...

Testi collegati dell'autrice: I Diari Estivi di Monza. La Sirenetta Irriverente della Fontana delle Rane

Sitografia

it.wikipedia.org - Aurelio Mistruzzi
it.wikipedia.org - L'Arengario
it.wikipedia.org - Il Ponte dei Leoni

(La Leggenda)

en.wikipedia.org - The Frog Prince
en.wikipedia.org - The Frog Princess

Diritti

Testo e fotografie di Claudia Simone. Tutti i Diritti Riservati.

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